Con un piumino verde speranza, Rosso Diavolo sbanca l’HyperPopLab di Kejo e vince il contest indetto dal marchio italiano per premiare gli stilisti più creativi di Second Life.Si chiude così l’esperienza «virtuale» sull’isola di Style ma si aprono le porte della Real Life per almeno sei dei piumini in gara, selezionati per essere esposti a Pitti Immagine a Firenze dal 13 di gennaio. Tra i piumini più acclamati, oltre al vincitore che riportava sul giubbotto un texture ispirato ai fili d’erba dei prati, anche le opere di Milla Milla (quello con le antenne) e un’altra giacca ritraente lo skyline newyorchese. «Siamo colpiti dal valore e dalla diversità delle opere esposte - ha esclamato l’avatar Ryk Xue, stilista di Kejo -, è stata davvero dura fare delle scelte».In effetti è proprio la varietà dei modelli che ha colpito. Occhi giganti, sfondi sfumati di colori, visi applicati su sfondi diversi (come il vincitore della tappa intermedia di ottobre): circa 50 complesse acrobazie creative che hanno deliziato i convenuti, all’interno di un’installazione tipo arena che ha evidenziato la potenza visiva di questi capolavori.Ed è proprio la capacità della moda di essere arte il tema principale di cui si è discusso ieri su StyleMagazine Island e prima sull’isola Materia e al Museo del Metaverso. I ragazzi del gruppo Drago (presenti con gli avatar Dolce Q e Stella Tasca) hanno voluto sottolineare questo «ritorno al nuovo mondo» dove la libertà d’espressione ha facoltà di assumere le più diverse fisionomie, integrando molteplici arti differenti e tecnica nelle realizzazioni.Kejo ha voluto sperimentare, credendo in un progetto avveniristico che sfida oggi la realtà, ponendo così nuove frontiere sia espressive che, non va dimenticato, professionali. Un’esperienza culturale di frontiera che non può che far aprire gli occhi agli scettici sui metodi di comunicazione del futuro. E Second life ha dimostrato di essere tra questi. Grazie a tutti, e soprattutto a Kejo.
Atto conclusivo per il concorso organizzato da Kejo su StyleMagazine Island. Giovedì 11 settembre alle ore 21:00, infatti, una quarantina di capi d’abbigliamento (piumini per l’esattezza) sanciranno l’epilogo di questa esperienza d’interazione tra mondo della moda e realtà virtuali.
Oltre ai concorrenti del concorso KejoHyperPopLab ed i loro piumini, saranno ospiti dell’isola anche Dolce Q e Stella Tasca, gli avatar degli street artist del gruppo Drago, ai quali sono stati riservati due spazi personalizzati, dove hanno potuto sbizzarrirsi tra «skin» e «texture» in un tentativo di creare un’arte nuova, moderna, tra moda e grafica, tra informatica, scultura e design.
Successivamente, premiati i migliori Second Stylist e passati al vaglio tutti i modelli esposti, ci si potrà lasciare trasportare dal groove di un dancefloor che si prevede elettrizzante e che continuerà fino a notte fonda. Piacere di vivere e di «fare» si mischieranno giovedì sera sull’isola, in pieno stile Second Life.
Mentre i media si concentrano sulla SecondLife dei divorzi e degli addii illustri (la Reuter), ieri sera invece lo Ied di Milano, l’istituto europeo di design, ha ospitato una conferenza stampa sulla «crossmedialità» per verificare lo stato di salute del mondo virtuale SL, oggi attaccato da ogni parte.
Se, infatti, milioni di utenti sono inattivi, esiste tuttavia una fetta di user estremamente intraprendente che comunica, lavora e, pure, monetizza su do un social network che resta ancora oggi il più completo in circolazione. Sull’onda di Rinascimento Virtuale a Firenze, anche i musei civici di Roma cercano di allargare i confini dell’arte con mostre su SL con la mostra The Big Bang, inaugurata nella RL all’Ara Pacis. C’è anche un concorso in parallelo The Big Bang 2.0 per artisti di ogni genere (pittura, design, moda, video) la cui scadenza d’iscrizione è stata protratta fino a fine dicembre.
Insegnanti formatori inoltre, istituiscono realtà diverse temporanea con il solo scopo culturale di far conoscere (attualmente ad esempio La vita di Mozart). Insomma per designer, artisti, musicisti (ricordate l’esperienza Eddie Guitar? Lui fa 40 concerti al mese da 200 persone l’uno in media) e giovani nel mondo della moda, SecondLife è ancora una frontiera che abatte le distanze spaziali e s’impone ancora oggi come più completo sistema di divulgazione della cultura.
L’esperto si SecondCast, Stex Auer, ha, ieri allo Ied, proposto una SL ancora vivace, nella quale spaziare in un attimo da un ambiente all’altro, da un percorso culurale a un salotto, da una mostra a un concerto. E si scopre incredibile la capacità di innnovarsi e rinnovarsi di SL, che oggi permette anche l’integrazione con sistemi informatici dei più diversi.
«Se Reuter se ne va da SecondLife - ha concluso Auer - è perché è Reuter che ha sbagliato a capire il fenomeno, pensando soltanto a monetizzare, ma di certo l’addio di Reuter non rappresenta la fine di SL». Il nostro universo parallelo preferito. Stay Tuned!